11/02/2004

Dialoghi Erranti

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Spettacolo multimediale che trae liberamente spunto da
Le Cinque Lezioni Americane di Italo Calvino

Catania – sabato 10 maggio al Teatro Erwin Piscator si è rappresentato alla presenza di un folto e interessato pubblico, Dialoghi Erranti Video -Musicale con la regia di Enrico Guarrera e interventi vocali di Rosalba Bentivoglio. Quarantacinque minuti di video e musica che lasciano lo spettatore col fiato sospeso all’interno di uno spazio acustico realizzato in teatro, in cui interagiscono: la voce improvvisativa della vocalist Rosalba Bentivoglio con i suoi fluttuanti arpeggi diafani e a volte acuti e colorati interventi vocali, con i suoni delle composizioni di alcuni tra i più interessanti musicisti contemporanei, come :Arvo Part,Erik Satie, Brian Eno, Philip Glass, Michael Cain, e Luciano Berio, utilizzando loop ed effetti acustici di spazialità e direzionalità. Spettacolo che trae liberamente spunto da Le Cinque Lezioni Americane di Italo Calvino che scrisse negli anni 80’ subito prima di morire, come proposta per il nuovo millennio. Momenti introspettivi onirici si intrecciano a momenti di chiara e diurna visione delle cose. Sogno immaginifico e surreale quello di Enrico Guarrera che esprime una tensione volta all’introspezione: domande sul senso dell’esistenza; come nella Visibilità in cui sembra cercare un codice mistico che “bruci nella luce ma che splende dentro di se”. Visione e musica, secondo un percorso scandito da ritmi che hanno sospinto, ma a volte frenato, una voce intensa fatta di accordi profondi che richiamano la natura. Guarrera vuole percepire quella parte dell’universo che è situata al centro delle cose e crede di conseguenza che l’uomo debba perdere il senso e il tatto per accorgersi della realtà che lo circonda, deve abbandonare i limiti del proprio corpo per trasformarsi in flusso, per liquefarsi. Il tempo nei suoi video-racconti non ha né passato né futuro, è bensì circolare e lo spazio risulta senza confini. A Rosalba Bentivoglio è stata affidata la voce a commento delle immagini, e come sempre artista appassionata di dissonanze e di cantabilità impervie, ha orchestrato foneticamente e ritmicamente le sillabe, trasformandole in note di canto improvvisativo, in lamento sussurrato, in architettura d’accenti. Con questa libera e sempre cangiante interpretazione sentiamo ancora di più la polifonia del canto a commento delle immagini e ci sentiamo avvolti in un fuoco distruttivo, ma al tempo stesso generatore di vita. Ci ritroviamo in vortici di suoni e colori.Equilibri dinamici, quelli che l’artista traccia in musica, così come Kandinsky in pittura . La voce è l’unico legame tra silenzio e parola e come nei “Suoni Invisibili” di Italo Calvino, la musicista vuole avere sufficiente simbolicità per andare a ricostruire quelle relazioni sommerse; Interessante perciò mettere in scena tanto la sperimentazione che avviene nell’ambito colto, come ricerca sul linguaggio, quanto liberi passi che vengono presi nel territorio delle spericolate improvvisazioni vocali. << E’ la fedeltà alla pratica della libera improvvisazione a questo processo in cui si modella senza mai definire, e che assicura al musicista, insieme libertà e autenticità >>. I suoni come macchie di colori contrastanti alle immagini, ma in perfetto equilibrio fra loro; è così che la Bentivoglio, nelle sue performance vocali inserisce “un intelletto compositivo” per meglio creare una “tensione” verso lo spettatore. Circostanze, luoghi e condizioni di spirito, talvolta trasformano un concerto in un irripetibile momento magico; Ed è nel chiarore della tecnologia delle immagini video del regista Enrico Guarrera che esplode un bagliore e rende limpido e visibile colore e forme ed è con voce virtuosa, intensa ed ispirata che la Bentivoglio libera se stessa nel “non tempo”.
di stalker at 04:46:35 Commenta:

30/12/2003

I GIARDINI di ISTAMBUL

Officina ARTIUM
Spettacolo di
Musica, Danza e immagini

Catania – Si è conclusa venerdì 19 al Teatro Erwin Piscator di Catania la Rassegna Intersecazioni Musicali per il 2003 con lo spettacolo
I Giardini di Istambul dell’Officina Artium.
Spettacolo con molteplici punti di visione:
musica, danza e immagini.
Il concerto è stato dedicato a Sergio Amato, musicista siciliano scomparso prematuramente pochi giorni addietro.
Sul palcoscenico interessante l’accostamento ritmico delle marimbe e vibrafoni con il violoncello e la voce che insieme hanno saputo creare atmosfere avvolgenti e a volte ipnotiche .
Ottima performance dei percussionisti : Marina Borgo, Giovanni Caruso, José Mobilia diretti con maestria e precisione dalla stessa Marina Borgo, titolare percussionista nell’orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania.
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Il violoncello di Giuseppe Bullace con i suoi suoni lunghi e gravi ha creato strutture portanti, tracce ripetitive e continue sottolineando così le tensioni ritmiche che gradatamente l’Ensemble costruiva sul palco.
Artium 2 Belle le composizioni scelte dall’Ensemble per questo progetto così innovativo e ricco di contaminazioni sulle pagine compositive dei nostri Antonio Catalfamo e Marcello Biondolillo o nei più famosi Erik Satie, C.Corea e Steve Reich.

3-copia-1.jpgSpecial guest della sezione musica è stata la compositrice e cantante Rosalba Bentivoglio che ben inserendosi nella struttura ritmica ha arricchito le composizioni con le sue originali orchestrazioni monosillabiche trasformate in canto improvvisativo, tracciando quindi un intervento aperto e libero da contestualizzazioni cataloganti.
Le coreografie di Luigi Rosario Esposito si sono affacciate sul palco con quadri diversi in relazione ai momenti musicali e ben hanno saputo rappresentare i percorsi musicali. Leggerezza e precisione si sono avute dai danzatori Luigi Esposito, Roberta Cirillo, Stefania LaVenuta e Gabriella Gambardella, che hanno dato vita ad una danza d’espressione con percorsi dal tribale a momenti più metropolitani e graffianti .
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Tanta la presenza di pubblico che ha a lungo applaudito ed ha richiesto più volte bis.
Questa serata è risultata essere una tra le più interessanti proposte nella programmazione del Teatro Erwin Piscator il quale da quest’anno oltre il consueto appuntamento con la Danza nella Rassegna Nuovi Movimenti già alla 16ª edizione, apre lo spazio scenico del teatro ad interventi e spettacoli innovativi e d’avanguardia, riappropriandosi di un proprio ruolo di presenza sociale e d’impegno lungo trent’anni, come reale polo di coesione culturale a Catania .
Enrico Guarrera
di stalker at 11:19:48 Commenta:

24/11/2003

RASSEGNA TEATRALE MUSICA E DANZA

INTERSECAZIONI MUSICALI
NUOVI MOVIMENTI
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di stalker at 11:38:11 Commenta:

23/11/2003

IMMENSO e ROSSO

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IMMENSO e ROSSO,un progetto in chiave jazzistica e in quintetto della cantante Alessandra Commercio, con gli arrangiamenti di Alberto Alibrandi, che tende a instaurare un legame tra musica e poesia contemporanea utilizzando una sintassi musicale di matrice jazzistica con contaminazioni contemporanee e colori mediterranei. Questi elementi sono evidenti, ad esempio, in On Frappe con l’utilizzo del Samflute, strumento di canna costruito artigianalmente per Samyr Guarrera. Autori di riferimento dell’artista catanese sono Kurt Weill per la musica, che , come compositore d’avanguardia viene rappresentato accanto a Berg, Stravinski, Hindemith, ma tra i suoi scritti si annoverano le più memorabili canzoni popolari del nostro secolo; e per i testi Jacques Prévert , uno tra i più noti e interessanti poeti del xx secolo, testi che nel corso del concerto verranno cantati in francese, inglese e tedesco. Temi dominanti dell’opera di Prevert sono : l’amore, la libertà, la guerra, il sogno, la satira contro i potenti; temi che con la loro saggezza, malinconica ed irriverente s’intrecciano nei contenuti e nelle atmosfere con quelli di Kurt Weill.



I .jpg Il gruppo è composto da : Alessandra Commercio, voce – Samyr Guarrera, sax soprano,tenore e samflute – Alberto Alibrandi, pianoforte – Alberto Amato, contrabbasso – Ruggero Rotolo, batteria.
di stalker at 20:48:33 Commenta:

23/11/2003

pittura onirica

Mostra di quadri del pittore Philip Hipwell al Teatro Erwin Piscator di Catania.


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Philip Hipwell americano di nascita ma cittadino del mondo, visti i suoi viaggi, ma da circa dieci anni residente a Catania dove vive e lavora nella sua casa Atelier nel centro storico della città, in Via DeFelice 11. Hipwell sin da giovane mostra un forte interesse per la storia dell’Europa moderna e contemporanea e sul nazismo in modo particolare. Impulso che ha fortemente caratterizzato la sua pittura, creando delle visioni pittoriche dalle ceneri del fantasma di Geli Raubal nipote di A.Hitler morta suicida a Monaco nel 1931. Da diversi anni Philip Hipwell ha scelto di raffigurare questo soggesto che molto nella sua storia lo ha impressionato. Questa vittima del Nazismo (e del tardo romanticismo Wagneriano) che alla donna assegna un ruolo ideale che è pura proiezione di una psicologia maschile, che pone la donna stessa su uno sfondo di elevazione e di sottomissione al tempo stesso. Hipwell ha fatto della Raubal una figura ossessiva del suo lavoro pittorico ma con la pietà di chi è stata la prima vittima del Nazismo. Dando sfogo ad una sua ossessione dunque, Hipwell ci ha consegnato la ripetizione di un setting che possiamo considerare come spazio politico da una parte e sacro dall’altra.

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di stalker at 20:28:06 Commenta:

23/11/2003

JAZZ DI TENDENZA

Per la rassegna Intersecazioni Musicali stagione autunno 2003.

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Catania - Le “ Intersecazioni Musicali ” del Teatro Erwin Piscator di Catania , venerdì 14 hanno visto in scena il quartetto “The Black Side” che, strutturato dal giovane sassofonista catanese Samyr Guarrera ha trovato una sua ben precisa collocazione nell’ideogramma di percorso e negli intenti degli organizzatori di questa rassegna in Teatro, la quale, ci teniamo a sottolinearlo, nasce e si sviluppa anche per dare spazio ai nostri artisti, favorendone i progetti musicali e i loro contenuti intellettualizzati, incentivandoli e supportandoli anche con l’istituzione di un interessante laboratorio di musica, che vede registi i più interessanti artisti della nostra regione e allievi i più promettenti talenti del settore jazzistico e di ricerca.Il quartetto, composto da Samyr Guarrera al sax soprano e tenore, Nello Toscano al contrabbasso, Claudio Cusmano alla chitarra, e Pucci Nicosia alla batteria, ha eseguito brani di Claudio Cusmano con Sentimental slow e Song for Pat, Samyr Guarrera con Thia e Blues in family, Spanish stairs di Paul McCandless, Circle di Rosalba Bentivoglio, There Will Never be Another you di Warren, Widow Walk di Margitza e in conclusione l’esuberante Oleo di Sonny Rollins. Oltre un’ora di buona musica che ha entusiasmato il pubblico presente in Teatro . Ritmica consolidata quella presente sul palco con Cusmano, Toscano e Nicosia, ben supportando il sax solista, a volte delicato altre graffiante, di Samyr Guarrera che ha saputo spaziare tra strutture e improvvisazioni. Ospite d’eccezione tra il pubblico è stato il sassofonista compositore veneziano Pietro Tonolo il quale ha sottolineato che << è sorprendente vedere come in Sicilia vi siano tanti talenti anche se purtroppo, a volte poco riconosciuti >>
Enrico Guarrera
di stalker at 20:13:13 Commenta:

16/09/2003

PROGETTO ARTE E CULTURA PER CATANIA


UN PROGETTO CULTURALE PER CATANIA,
PER L’ARTE E I SUOI ARTISTI.

Settori coinvolti: MUSICA, TEATRO, DANZA, ARTI VISIVE e CINEMA
Sviluppo del progetto: un biennio.

ALEPH

L'Associazione Cult. ALEPH, nasce nel marzo del 2001 con l'intento di valorizzare le potenzialità artistiche di un territorio che concordemente viene riconosciuto come uno dei più creativi a livello nazionale.
Purtroppo però, la creatività di cui sono dotate le personalità che operano nel panorama artistico etneo, siciliano, e meridionale in genere, non basta da sola a superare una serie di gap costituite anche da più o meno storiche arretratezze che caratterizzano le istituzioni politiche, culturali, economiche e amministrative locali, che, quando non sono del tutto disinteressate alle problematiche e ai bisogni di chi fa cultura fuori dai grandi potentati monopolistici, restano comunque inadeguate nel fornire quel supporto e promozione necessarie per mantenere vitale l'humus creativo locale.
Tale situazione, ha costretto in passato e costringe tutt'ora, ad una forma di emigrazione che a pieno titolo può essere iscritta nella cosiddetta "fuga dei cervelli", di coloro che intendono dedicarsi ad attività artistiche culturalmente "ardite" e non immediatamente commerciali. Purtroppo infatti, agli unici ambiti che sembra siano praticabili e riconosciuti dalle nostre parti come degne di essere supportati, rientrino quasi esclusivamente tra quelli che in qualche misura si rifanno al folklore o, peggio, al "colore" locale.
Attenzione, non vorremmo essere fraintesi, il nostro non vuole essere un giudizio negativo circa le attività artistiche legate al folklore e alle tradizioni locali. Anzi. Ciò che avversiamo è invece la stanca ripetitività, la mancanza di ricerca, la rinuncia a calcare nuove strade, la conseguente caduta nel provincialismo che caratterizza molte delle produzioni che vediamo tristemente emergere nelle scelte di chi decide le politiche culturali.
Da quanto enunciato fin'ora, emerge a nostro parere la necessità di affrontare una serie di problematiche la cui soluzione costituirebbe , fra l'altro, anche da un punto di vista meramente economico e occupazionale, un incentivo allo sviluppo della nostra provincia.
Proveremo quindi, in maniera sicuramente incompleta , non ordinata e per sommi capi, ad elencare una serie di punti che intendono essere insieme esposizione di problemi e punto di partenza per la ricerca di soluzioni, critiche e doglianze, ma anche e soprattutto contributo per l'elaborazione di un metaprogetto per un piano organico per la promozione delle creatività operanti in ambito locale.

1-Riteniamo sia importante l'individuazione di uno strumento che dia voce a quanti operano nel campo artistico e dello spettacolo a livello locale, fuori dai circuiti della grande produzione e della grande distribuzione. Noi come Associazione siamo già da tempo impegnati in questo senso.

2- Riteniamo fondamentale l'individuazione e/o la realizzazione di luoghi deputati all'attività artistica, facendo anche in modo di rendere utilmente praticabile alle aziende private la sponsorizzazione delle attività che in tali luoghi si potrebbero svolgere.

3- Riteniamo utile un organismo di cui facciano parte esponenti qualificati della cultura e dello spettacolo che coadiuvi gli enti locali nelle loro scelte, effettuate spesso al di fuori di qualsiasi riferimento alle forze creative localmente presenti.

4- Raccomandiamo, la creazione di una figura di riferimento presso gli enti pubblici, che funzioni da interfaccia tra questi e quanti operano nel campo dello spettacolo.

5- Pensiamo, che sia fondamentale che in tutte le rassegne allestite dagli enti locali, sia riservata una quota di partecipazione agli artisti locali, che ne ricaverebbero oltre che un ovvio ritorno in termini lavorativi, anche, nel caso di esibizioni a fianco di figure già professionalmente affermate in ambito nazionale, un ritorno in termini di "visibilità.

6 -A questo proposito, riteniamo scorretta, inammissibile, e autolesionistica per lo sviluppo delle potenzialità locali, la scelta più volte fatta dalle nostre amministrazioni di organizzare rassegne affidandone la realizzazione ad imprese localizzate in aree più forti del Paese senza nemmeno pretendere che nel cast vengano inseriti delle quote rispettabili di realtà locali.

7- Riteniamo indispensabile, che le strutture locali del servizio radiotelevisivo pubblico, mostrino fattivamente interesse per le realtà locali, uscendo dal torpore che le caratterizza. Non ci è mai capitato di vedere un giornalista o una telecamera Rai in spettacoli con artisti locali, neanche nei casi in cui questi ultimi erano affiancati da personalità note a livello internazionale.

8- Ci pare ovvio e persino banale, citare in questo breve e inevitabilmente incompleto elenco,l'importanza che riteniamo abbia l'educazione artistica e musicale nelle scuole di ogni ordine e grado. Sebbene la programmazione scolastica sia di competenza di enti diversi da quelli locali, numerose esperienze condotte purtroppo esclusivamente nel nord del Paese, dimostrano che anche in questo ambito esistono spazi di intervento.

9- E ancora, per finire, non possiamo non raccomandare una particolare attenzione, attenzione da tradurre in pratica con strumenti adeguati da ricercare insieme ai sogetti interessati, per quegli ambiti della cultura e dello spettacolo che si avventurano nei territori della sperimentazione, e che quindi per le loro scelte sono quelli che essendo più lontane dalle mode imposte dalle multinazionali dello spettacolo e dalle grandi catene radiotelevisive, necessitano maggiormente del supporto e dell'attenzione economicamente disinteressata che gli enti pubblici hanno il dovere istituzionale di fornire.
di stalker at 18:40:36 1 Commento